
La Corte dei Conti ha pubblicato un nuovo rapporto sul “Credito di imposta per l’acquisto di prodotti e imballaggi provenienti da materiali di recupero”, introdotto dalla legge 30 dicembre 2018, n. 145 a favore di “tutte le imprese che acquistano prodotti realizzati con materiali provenienti dalla raccolta differenziata degli imballaggi in plastica ovvero che acquistano imballaggi biodegradabili e compostabili secondo la normativa UNI EN 13432/2002 o derivati dalla raccolta differenziata della carta e dell’alluminio”.
Il credito d’imposta si applica nella misura del 36% delle spese sostenute e documentate per tali acquisti, e tiene dunque a sostenere l’acquisto da parte delle imprese di prodotti e imballaggi riciclati. Tale misura è stata attivata in una prima fase per le spese sostenute nel biennio 2019/2020, con una dotazione finanziaria di 1 milioni di euro all’anno, mentre per il biennio 2023/24 il ministero dell’Ambiente ha portato l’importo annuo massimo al valore di 5 milioni di euro.
Secondo il rapporto della Corte, al 1 ottobre 2025 il credito d’imposta è stato attivato per un importo complessivo di 7,3 milioni di euro, mentre la richiesta complessiva è stata pari a 10,7 milioni di euro. Le imprese beneficiarie sono ad oggi in tutto 484, prevalentemente micro, piccole e medie aziende. Un dato probabilmente condizionato dal valore massimo di incentivo per singola azienda (20.000 euro) che ha scoraggiato le grandi imprese, ma che ha favorito azioni “circolari” in imprese di solito meno attente a questo tipo di strategia.
Lo strumento del credito di imposta quindi funziona, secondo la corte dei Conti, e va garantito in forma stabile negli anni, probabilmente aumentato il valore massimo di incentivo per singola azienda (20.000 euro) e aumentata la dotazione annuale del ministero. Sicuramente ha contribuito a garantire gli ottimi risultati di riciclo degli imballaggi ottenuti dal sistema italiano, in linea con gli obiettivi europei, e sta garantendo l’obiettivo di riciclo dei rifiuti urbani.