A livello nazionale e toscano, nell’ultimo anno più rifiuti urbani prodotti e differenziati.

I rifiuti urbani rappresentano solo una frazione di quelli generati in Toscana – i rifiuti speciali, come quelli derivanti da attività industriali, commerciali o sanitarie, sono oltre il quadruplo –, ma si tratta di quella più visibile perché passa direttamente dalle nostre case: viene indagata annualmente dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), che nel Rapporto 2025 rileva un trend in crescita a livello sia nazionale sia toscano.
In Italia la produzione di rifiuti urbana aumenta, passando da 29,3 milioni di tonnellate del 2023 a 29,9 milioni di tonnellate del 2024, un balzo del 2,3% che ci porta ai livelli precovid del 2018-2019. Soprattutto, Pil e consumi delle famiglie aumentano “solo” di un terzo – ovvero dello 0,7% –, dunque Ispra certifica che nel 2024 si è fermata la tendenza al disaccoppiamento. A livello di gestione, invece, la raccolta differenziata sale al 67,7% – ma di fatto il 15,4% è da scartare di nuovo, perché il tasso di riciclo si ferma al 52,3% – mentre il 18% dei rifiuti urbani prodotti viene incenerito, il 15% smaltito in discarica, il 4% esportato.
In Toscana invece la produzione di rifiuti urbani è aumentata solo leggermente nel 2024, passando da 2,146 milioni di tonnellate a 2,160 (+0,7%). La raccolta differenziata si attesta sopra la media nazionale (al 68,1%), sebbene i dati certificati dall’Agenzia regionale recupero risorse (Arrr) mostrino una performance ancora migliore (68,28%) e così suddivisa tra i vari ambiti regionali: 71,36% nell’Ato Toscana Costa, 69,71% nell’Ato Toscana Centro e 61,80% nell’Ato Toscana Sud.